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Enrie Scielzo

SALERNO
 
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Ci vuole una grande forza per essere donne; ce ne vuole molta di più per diventarlo.
Ho sempre pensato a me stessa come a una dicotomia, un insieme composto da due parti che non necessariamente si escludono, ma si completano. Per anni mi sono scontrata con una realtà in cui non mi riconoscevo e a cui non sentivo di appartenere, in cui tutto era o bianco o nero, o maschio o femmina, o questo o quello. Non mi sentivo rappresentata da nessun modello di riferimento culturale o sociale: persino la moda – apparentemente così aperta - mi poneva sempre di fronte a quella scelta tra womenswear e menswear. Così un giorno ho smesso di farmi troppe domande e ho cominciato a seguire il mio istinto, a mischiare e a rischiare, anche nel modo di vestirmi: sceglievo cose che mi facessero stare bene, in cui mi sentissi felice, perché per me lo stile è l’arte di essere se stessi.
È per questo che ho pensato di aprire The Ladyboy, un blogzine che avesse il carattere personale di un blog e quello accademico di un magazine; è l’unico modo possibile in cui avrei potuto esprimere ciò che sono, sempre a cavallo tra due mondi, due sessi, due anime.
Il mio blog non ha confini, perché credo che la bellezza stessa non ne abbia: The Ladyboy è il primo blog al mondo redatto da una persona transessuale, in rappresentanza di una realtà sempre più forte e emancipata. Forse non ho avuto la fortuna di nascere biologicamente femmina, ma mi sento donna, una donna vera, che sta lottando con le unghie e con i denti per ottenere ciò che vuole, che ha preso in mano la sua vita e ha scelto di essere se stessa. È come se mi stessi finalmente impossessando della mia vita, come se stessi diventando quello che sono: la me interiore, quella che finora se ne è rimasta nascosta a sognare una vita che aveva paura di avere, quella seduta in disparte aspettando che qualcuno la inviti a ballare.
Sono felice, spaventata, e piena di speranze come una crisalide che diventerà farfalla.
O almeno spera di diventarlo.