Diventa anche tu protagonista delle copertine o dei servizi moda di Donna Moderna.

Contributo precedente Contributo successivo

Rita Nadir Nicotra

Cantù
 
21 voti
Mi chiamo Rita e sono una guerriera. Soffro di autolesionismo, depressione e anoressia nervosa da quando avevo 14 anni. Sono autistica e ho un disturbo di personalità borderline. Durante la quarantena ho tirato fuori i vecchi diari dagli scaffali e gli scheletri impolverati dagli armadi e seduta per terra nell’insonnia allucinata della notte mi diedi ad una meticolosa analisi della mia vita.
Mi leccavo il dito sfogliavo le pagine della mia vita.
Nella vita, se c’è una cosa che ho capito piacermi e riuscirmi anche relativamente bene, è scrivere.
I miei diari mi hanno vista crescere. Cambiare.
Muti e pazienti testimoni delle tante cose che sono stata davanti a loro: bambina, adolescente, triste, felice, con una tartaruga, due tartarughe, un criceto, un coniglio, poi senza nessuno di questi, con un gatto, illusa, disillusa, paranoica, inquieta, depressa, autolesionista, liceale, perfezionista e perfezionata, soddisfatta, poi per niente, dimagrita, ingrassata, dimagrita di nuovo, mentre le mamme si innamoravano, o forse no, dalle porte di casa entravano e uscivano persone, fidanzati e fidanzate, lasciavano il segno, a me frustrazioni, mentre si ammalavano e morivano persone, nonni. Sono stata ossessionata, malata, arrabbiata, angosciata, anoressica, ancora autolesionista, sempre più depressa, insonne, sofferente, sotto psicofarmaci, sedata, ho avuto schifo di me, del cibo, della vita.
Sempre e comunque prigioniera di una mente troppo consapevole e “brillante” per essere ingannata da altri se non da se stessa.
Come si disinnesca un ordigno di cui solo io ho le istruzioni? Come si esce da un labirinto di cui io stessa ho disegnato la mappa?
ultime donne vere protagoniste
Vai alla gallery